
STORIE DI CIBO PER CAPIRE IL MONDO a cura di Francesco Buscemi.
Sei incontri basati sull'idea che il cibo sia molto di più di qualcosa da mangiare. Oltre a nutrirci il cibo definisce chi siamo noi e chi sono gli altri, e il nostro posto su questo pianeta: gli affetti, le speranze, i credo politici e religiosi, i sogni, le paure, le relazioni, i valori e quello che ci circonda. Un percorso leggero e profondo che alla fine renderà più lucido lo sguardo su noi stessi e sul mondo in cui viviamo.
In questo primo incontro parleremo delle culture del cibo, di come nascono e di come si sviluppano. Un breve viaggio in universi antichi e moderni, nella teoria dell'incorporazione, nel rapporto con l'Altro e nelle diversità che tutto questo ha prodotto: culture del cibo mediterranee, nordiche, locali e globali. Con un solo denominatore comune: la loro continua voglia di cambiamento.
Le culture del cibo (9 ottobre): Cosa sono le culture del cibo? Come nascono e come si sviluppano? Un breve viaggio in universi antichi e moderni, nella teoria dell'incorporazione, nel rapporto con l'Altro e nelle diversità che tutto questo ha prodotto: culture del cibo mediterranee, nordiche, locali e globali. Con un solo denominatore comune: la loro continua voglia di cambiamento.
Innesti agricoli e culturali (23 ottobre): L'innesto di una pianta su un'altra è una pratica agricola antichissima che ci ha permesso di mettere insieme nutrienti, sapori, colori e profumi che la natura ci aveva regalato separati. Ma per millenni siamo stati in grado di innestare anche saperi, concetti gastronomici e diversità alimentari di ogni genere grazie alla nostra innata curiosità culturale. Quadri del '600, la storia del kebab e persino una mappa di Edimburgo ci aiuteranno a scoprire la sublime arte dello scambio alimentare.
I ribelli del cibo (6 novembre): Vista la sua centralità nelle nostre vite, il cibo è stato anche veicolo di ribellioni radicali: dai Lebensreform tedeschi e svizzeri di metà '800 agli hippy che amavano cucinare nudi i loro cibi integrali; da Slow Food e i suoi no alla globalizzazione a José Bové, l'agricoltore che in Francia guidò i colleghi all'attacco di un McDonald's. Le rivoluzioni mancate o riuscite che hanno eletto il cibo a protagonista e ci hanno fatto sperare in un mondo migliore.
Mangiare un animale? (20 novembre): Nessun atto alimentare divide di più del mangiare carne. Chi la consuma ne è spesso orgoglioso, che la rifiuta vive la sua scelta in maniera radicale. Lontani da ogni integralismo, cercheremo di capire come si è evoluta nel corso del tempo l'idea di mangiare un animale e come siamo arrivati a oggi. Senza dimenticare taboo religiosi, dittatori fintamente vegetariani e dei luoghi che non riusciamo più a guardare: i macelli.
La città e il cibo (4 dicembre): La Rivoluzione Industriale ha creato la città per come la conosciamo oggi. E la città ha reinventato i ristoranti, i mercati e lo street food, che esistevano fin dall'epoca Romana. Ma oggi le nuove tecnologie stanno dando alla città un cibo diverso: orti urbani, terrazze coltivate, gruppi di acquisto solidali, piattaforme di condivisione, cucine da appartamento sempre più tecnologiche e accoglienti. E persino le biblioteche dei semi.
Il cibo del futuro (18 dicembre): Lo sentiamo dire in continuazione, con l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie niente sarà più come prima. E allora facciamoci coraggio e andiamo a esplorare cosa succederà a quello che mangeremo nel giro di qualche anno. Nei campi o nelle fattorie, nei mercati o nei supermercati, in cucina, al ristorante e a tavola. Senza paura e con tanta voglia di capire se un fagiolo resterà ancora un fagiolo. (Spoiler: sì).
Francesco Buscemi insegna Cibo, cultura e società all'American University of Rome, e Mass media all'Università Cattolica di Milano. La sua ricerca si focalizza sulle culture del cibo e la loro comunicazione.
Ha vinto il Santander Research Grant Fund per uno studio su come la propaganda nazista usò la carne per denigrare gli ebrei e scrive di storia e cultura del cibo sul quotidiano Domani. Autore televisivo e sceneggiatore, ha scritto diversi libri sulle interrelazioni tra cibo, comunicazione, politica e società.
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