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XXII Festival dell’Eccellenza al Femminile. Acqua

Dal 15.10.2026 al 02.12.2026

Vedi programma in pagina 

Palazzo Tursi, Teatro Nazionale di Genova, Palazzo Ducale, Palazzo Spinola di Pellicceria, TIQU - Teatro Internazionale di Quartiere, Museo Biblioteca dell'Attore, Area Archeologica Giardini Luzzati, Club Amici del Cinema

Il XXII Festival dell’Eccellenza al Femminile, ideato e diretto da Consuelo Barilari, è dedicato all’Acqua, secondo elemento della Trilogia delle origini. E conta  quattro anteprime, in diverse sedi: Palazzo Tursi, Teatro Nazionale di Genova, Teatrino di Palazzo Ducale, Palazzo Doria Spinola, TiQu. Teatro Internazionale di Quartiere, Museo Biblioteca dell’Attore, Club Amici del Cinema, Aula magna a Palazzo Cattaneo dell’Università, Giardini Luzzati. 

 

Il tema

Con la fluidità dell’acqua la XXII edizione del Festival si allarga sulla città e arriva dove non era mai stata. Porta il femminile e il femminismo con la forza della denuncia e la bellezza della creazione in altri spazi e combina relazioni nuove. Come un’onda trascina donne straordinarie che nei loro racconti lasciano un’impronta e una testimonianza che compongono un mosaico fatto di tasselli internazionali: da Ingeborg Bachmann celebrata da Margarethe Von Trotta, a Julia Varley, Veronica Cruciani, Princess Isatu Hassan Bangiura, Fabiana Iacozzilli, Federica Fracassi, Monica Guerritore, Eleonora Danco, Aliki Stenou, solo per citarne alcune. Il Fef è sin dall’inizio della sua storia un progetto dedicato alle voci e ai contenuti femminili. Nel triennio 2025-2026- 2027 il tema compone una “Trilogia delle origini” ed è declinato negli elementi Terra, Acqua, Aria. 

 

Il programma

Un ricco programma che in circa 50 giorni comprende 30 spettacoli e 5 progetti speciali. Questi ultimi sono: il ricordo di Giovanna Rotondi Terminiello, che ha dedicato la vita all’arte nella lunga attività di Sovrintendente ai Beni artistici della Liguria; 3 Premi Ipazia a Julia Varley, Monica Guerritore e Princess Isatu Hassan Bangura; il centenario della nascita della poeta austriaca Ingeborg Bachmann festeggiato da Margarethe Von Trotta; la sezione “Miss Violence” dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne; il progetto “A modo nostro”, quattro incontri con le registe contemporanee Veronica Cruciani, Fabiana Iacozzilli, Julia Varley e Margarethe Von Trotta. Il Festival è un progetto di Schegge di Mediterraneo, realizzato in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, con il sostegno di Ministero della Cultura, Comune di Genova, Fondazione Compagnia di San Paolo, con il patrocinio di Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova, Università di Genova, Rai Liguria. Media partner Tgr Liguria.

  • la rassegna  inaugura il 20 ottobre alla Sala Mercato con “La classe” di Fabiana Iacozzilli, vincitore nel 2019 del Premio Ubu miglior progetto sonoro, del Premio della critica Anct, di in.Box e del Kilowatt Festival Sezione L’Italia dei Visionari. È un docupuppets con pupazzi e uomini, in bilico fra “La classe morta” di Tadeusz Kantir e “I cannibali” di George Tabori, in cui gli adulti interpretati dai pupazzi di Fiammetta Mandich rileggono i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura di buscarle. Chiude la “Trilogia del vento”di cui il Festival ha ospitato gli altri spettacoli nelle passate edizioni  .
  • Il 21 ottobre al Teatro Modena va in scena “Avere una brutta natura” di e con Gioia Salvatori e con i musicisti Simone Alessandrini, Iacopo Schiavo, Valerio Vantaggio, nella messa in scena di Fabiana Iacozzilli. È un viaggio intorno al malcostume dello stare al mondo con i vizi portati dalla mania di protagonismo, in un tempo veloce che non tiene in conto quasi niente di ciò che è importante per vivere bene. Tra cinismo e grazia. Lo stesso giorno alle 16:00, Iacozzilli incontra il pubblico nel foyer del Teatro Ivo Chiesa per “A modo nostro”.
  • Il 22 ottobre alla Sala Mercato si prosegue con “dEversivo”, scritto e diretto da Eleonora Danco, che lo interpreta. Ispirato all’opera del pittore Robert Rauschenberg, narra le vicissitudini tragicomiche di una performer di arte contemporanea per la conquista del palcoscenico.
  • Il 23 ottobre alla Sala Mercato si può assistere al debutto italiano di “Memory” con la regia, i movimenti e il set design della greca Aliki Stenou. I performer e musicisti Dimitrios Papavasilìu, Chara Greka, Nikos Touliatos, indagano con la memoria del corpo la poesia di Dimitris Dimitridatis e aprono una visione poetica sul Mediterraneo.
  • Il 26 ottobre al Teatro Modena debutto nazionale di “Oceano Nox” di Gaddo Flego e Annika Fulda, con Andrea Nicolini ed Elisabetta Mazzullo, regia di Tommaso Garré con le musiche di Andrea e Leonardo Nicolini. È una produzione Effimera Compagnia Lavia, racconta la storia veramente vissuta dai 2 autori  l’operazione di salvataggio di un barcone di migranti compiuta dai due medici di una Ong che pattuglia il Mediterraneo, Gaddo e Annika, nella notte del 6 maggio 2024.
  • Il 30 ottobre al Teatro Modena spazio al musical dissacrante e provocatorio “La diva del Bataclan” con regia, drammaturgia e liriche di Gabriele Paolocà con Claudia Marsicano e con Gabriele Correddo, musiche originali di Fabio Antonelli. Racconta la storia di Audrey, giovane donna isolata che sceglie la mitomania per trasformarsi nella martire perfetta del Bataclan, il locale parigino dove il 13 novembre 2015 un attentato ha provocato 130 morti e 413 feriti.
  • Il 31 ottobre alle 19.30 il Teatro Modena ospita “Ave Maria” con Julia Varley, regista insieme a Eugenio Barba per l’Odin Teatret, compagnia danese fondata da Barba. Attraverso la figura di Mr. Peanut, personaggio già presente in altri spettacoli dell’Odin, evoca l’incontro e l’amicizia di Julia con l’attrice cilena Maria Cánepa. Allo spettacolo segue la consegna del Premio Ipazia per il Teatro a Julia Varley.
  • Il 4 novembre al Teatro Modena va in scena “L’assaggiatrice di Hitler”, tratto dal romanzo “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino (Premio Campiello 2018 e Prix Jean Monnet 2019), già all’origine dell’omonimo film di Silvio Soldini. La trasposizione scenica del libro è di Sandro Mabellini, l’interpretazione di Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani, musiche originali di Francesco Giorgi eseguite da Marlene Fuochi, fisarmonica e voce. Racconta la storia di Rosa, che entra nel gruppo di donne cavie per individuare eventuale veleno nei pasti di Adolf Hitler. Siamo in Germania nel 1943.
  • Il 5 novembre alle ore 17:00, il Museo Biblioteca dell’Attore ospita la conferenza spettacolo “Irresistibile Carla Lonzi” con la scrittrice Annarosa Buttarelli, l’attrice e regista Federica Menni e la giornalista Silvia Neonato. Fiorenza Menni su Carla Lonzi nella scorsa edizione del Festival ha presentato in prima assoluta lo spettacolo “Armande sono io!”.
  • L’11 novembre al Teatro Duse, serata in omaggio a Monica Guerritore, autrice, regista e protagonista di “La sera della prima”, in cui per la prima volta ripercorre momenti della sua straordinaria carriera, messi all’asta di fronte al pubblico, per offrire i segreti di spettacoli che sono rimasti nell’immaginario collettivo. Con lei in scena Nicolò Giacalone. Dopo lo spettacolo, consegna del Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile Nazionale a Monica Guerritore.
  • Il 16 e 17 novembre sono dedicati alle celebrazioni del centenario della nascita della poeta austriaca Ingeborg Bachmann.
  • Il 16 alle ore 21:00 il Club Amici del Cinema ospita la proiezione del film “Ingeborg Bachmann. Viaggio nel deserto”, introdotto dalla regista Margarethe Von Trotta.
  • Il 17 novembre alle 10:30 lectio magistralis di Margarethe Von Trotta nell’aula magna dell’Università di Genova, a Palazzo Cattaneo. La sera, alla Sala Mercato debutto nazionale dello spettacolo “Ingeborg und ich!” di e con Nicoletta Solder. Un viaggio ideale da Klagenfurt, città natale di Ingeborg e Nicoletta, a Roma, dove entrambe hanno scelto di vivere. Al termine, incontro con Margarethe Von Trotta e Micaela Burger Koftis, condotto da Massimo Morasso.
  • Il 18 novembre alla Sala Mercato: “Mi manca Van Gogh” di e con Francesca Astrei, Premio Ubu 2025 come Migliore attrice Under 35. L’autrice unisce la storia del grande pittore olandese e di una sua amica, accomunate dalla violenza del giudizio body che la società ha espresso su di loro.
  • Il 23 novembre alle ore 17 nel Salone di rappresentanza della Città Metropolitana di Genova (Palazzo Doria Spinola) si celebra il centenario della nascita di Tina Lagostena Bassi, avvocata, con “Le ragazze di Tina. Processo per stupro”, progetto e regia di Consuelo Barilari. Due giornaliste, accompagnate da un coro di cinque attrici, restituiscono emozioni, parole, documenti, frammenti della battaglia per i diritti delle donne di cui Tina Lagostena Bassi si è fatta portatrice. Quando la Rai mandò in onda “Processo per stupro” era il 1979 e lo stupro era ancora considerato un reato contro la morale pubblica, non contro la persona. Tina difendeva Fiorella, 18 anni, di Latina. Lavoratrice in nero e figlia dello stesso proletariato con cui Tina amava mescolarsi negli anni dell’Università, a Genova, quando frequentava Paolo Villaggio e Fabrizio De Andrè.
  • Il 24 e 25 novembre alla Sala Mercato debutto nazionale di “Scherzo, malgrado tutto” di e con Mercedes Martini, una produzione Schegge di Mediterraneo/Festival dell’Eccellenza al Femminile. Un monologo sulla resistenza di un’attrice, chiusa in teatro dopo la sua serata d’onore. Ubriaca, stanca, dimenticata, si risveglia dietro le quinte quando ormai non c’è più nessuno.
  • Il 26 novembre alla Sala Mercato va in scena “Crave” di Sarah Kane, con la regia e l’interpretazione di Leda Kreider, con le musiche composte ed eseguite al violino da Virginia Sutera. Quattro voci si rincorrono, si sovrappongono, si contraddicono in un flusso musicale simile a una partitura emotiva.
  • Il 27 novembre al TiQu va in scena “Drago. Opera finale” di Elena Miranda, diretto e interpretato da Gabriele Giaffreda. È la storia di un uomo maltrattante.
  • Il 2 e 3 dicembre per il progetto Age Pride che al Teatro Modena, debutto nazionale di “Congiura”, preceduto il 30 novembre al Museo Biblioteca dell’Attore dall’incontro con il regista Stefano Ricci “Age Pride Generazione 70”. In scena sei donne settantenni. Incarnano la condizione delle persone che il sistema ha già archiviato come postume. Un atto di insubordinazione per un corpo che continua a vivere anche quando gli altri smettono di vederlo.
  • Il 2 dicembre ai Giardini Luzzati, “Storie di ragazze armate di canzoni” di e con Flo, nome d’arte di Floriana Cangiano. Un progetto di teatro canzone sulla musica e la vita di donne straordinarie, da Gabriella Ferri a Violeta Parra, da Leda Valladares a Gilda Mignonette. In collaborazione con Lilith Festival.

 

Le qattro anteprime

  • Premio Ipazia Internazionale a Princess Isatu Hassan Bangura. Il 13 ottobre alla Sala Mercato, dopo il debutto di “Blinded by Sight”, viene consegnato il Premio Ipazia Internazionale a  Princess Isatu Hassan Bangura, autrice e interprete. Artista performativa multidisciplinare, drammaturga, regista e narratrice, Princess è nata in Sierra Leone nel 1996, Paese natale abbandonato con la famiglia per sfuggire alla guerra civile. Da allora fonde ricerca spirituale con la filosofia decoloniale per esplorare l’identità, l’appartenenza e il corpo come luogo di conflitto, trasformazione e liberazione. A gennaio 2026 viene nominata Direttrice Artistica Junior del Teatro Nazionale di Genova, per lavorare in dialogo progettuale e condiviso con Davide Livermore, nominato a sua volta “direttore unico”. Con lei sarà in dialogo Francesca De Sanctis, critica teatrale dell’Espresso.
  • Commemorazione di Giovanna Rotondi Terminiello. Il 15 ottobre a Palazzo Tursi si tiene la commemorazione di Giovanna Rotondi Terminiello, storica dell’arte, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Liguria dal 1979 al 1996. In questa occasione va  in scena “La lista” di e con Laura Curino, dedicato a Pasquale Rotondi, padre di Giovanna, e alla sua memorabile opera di salvataggio di una parte inestimabile del patrimonio artistico italiano dalla rapacità nazista.
  • Rolli Days Il XXII Festival dell’Eccellenza al Femminile il 17 e 18 ottobre partecipa ai Rolli Days con lo spettacolo “La febbre” di Wallace Shawn interpretato da Federica Fracassi con la regia di Veronica Cruciani. Una donna preda di un’alterazione febbrile che modifica il suo rapporto con il mondo nella sua sontuosa dimora racconta ad un gruppo di invitati di un suo viaggio in Africa in una sospensione ricca di dolore e consapevolezza
  • A modo nostro.  Incontri internazionali con le registe contemporanee Inizia con un’anteprima ma prosegue nel corso di tutto il Festival il progetto “A modo nostro. Incontri internazionali con le registe contemporanee”, concepito per promuovere un dialogo tra scena, pubblico e artiste, che metta al centro la donna. Il 19 ottobre alle ore 17:00, nel foyer del Teatro Ivo Chiesa, la protagonista  è la regista Veronica Cruciani. Il 21 ottobre si prosegue con la regista e drammaturga Fabiana Iacozzilli (ore 16:00, foyer Teatro Ivo Chiesa), il 30 ottobre con l’attrice e regista dell’Odin Teatret Julia Varley (ore 17:00, foyer Teatro Gustavo Modena), il 16 novembre con la regista e sceneggiatrice tedesca Margarethe Von Trotta (ore 17:00, Sala Mercato).

 

Miss Violence 

Una novità assoluta, cinque spettacoli sulla violenza contro le donne di cui sono autrici e interpreti artiste under 35, cinque debutti nazionali in scena in diversi luoghi di Genova.

  • Il 2 novembre, ore 17:00, l’intero progetto viene presentato al Museo Biblioteca dell’Attore.
  • Il 18 novembre dalle 17:00 nel Teatrino di Palazzo Ducale va in scena “Eco e Narciso. Stanza 100” di Anita Martorana con Irene Mori e Andrea Palermo, con la regia di Ornella Matranga. Dedicato a Britney, Amy. Nancy, Sinead, Janis, Marilyn. Miti, leggende fagocitate dallo showbusiness, stelle che si estinguono nella stanza 100 dell’Hotel Chelsea.
  • Segue, lo stesso giorno, “Wendy”, testo e regia di Francesca Noemi con Sara Santucci. Tra fiaba e realtà documentaria, tra Peter Pan e Jeffrey Epstein, la violenza sulle minorenni.
  • Il 24 novembre, ore 17:00, il Teatrino di Palazzo Ducale ospita “Finché respiro. I ragazzi del Circeo” di e con Giorgia Fasce, in collaborazione con Alberto Camanni e Paolo Bruini. Storia del sequestro di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, seviziate e massacrate da due coetanei tra il 29 e 30 settembre 1975, in una villa del Circeo. Rosaria fu uccisa. Donatella si salvò e per molti anni si è fatta portavoce della lotta contro la violenza sulle donne. Morta nel 2005, la sua casa nel 2020 è diventata sede di un centro antiviolenza.
  • Il 26 novembre, dalle 17:00, al TiQu debuttano gli ultimi due episodi di Miss Violence. “Tessuto connettivo” di Natalka Blok, diretto e interpretato da Anna Bodnarchuk, storia di una ragazza violentata che cerca aiuto nella propria famiglia, ma mamma e nonna le dicono di minimizzare, perché anche loro hanno vissuto la stessa cosa. “Buonanotte Maddalena” di e con Antonella Loliva, è un viaggio musicale intorno a una delle figure più discusse del Vangelo, Maria Maddalena.  

 

I Premi Ipazia 

I Premi Ipazia all’Eccellenza Nazionale,  Internazionale e al Teatro hanno avuto quest’anno un’ importante evoluzione, che prevede l’attribuzione dei Premi al valore delle artiste che partecipano al  Programma del Festival,  alle  eccellenze femminili con percorsi d’arte e di vita emblematici che possono essere esempio per le giovanissime con le quali condividono l’esperienza del Festival. Le Maestre indiscusse della scena internazionale offriranno alle più giovani storie emblematiche di vite dedicate al Teatro, in cui hanno saputo declinare insieme al  rigore artistico scelte etiche, mirate alla valorizzazione e autodeterminazione delle  donne.   I Premi vengomo consegnati sul palcoscenico in cui le artiste presentano  i loro spettacoli, la Cerimonia avviene dopo aver potuto apprezzare la potenzialita artistica del loro lavoro nel pieno dell’espressività.  Il Premio Ipazia pin questo modo acquista una forza nuova, utile al Teatro,  vitale,  che potrà contribuire ad avvicinare il pubblico alle artiste e al Festival.

 

  • Princess Isatu Hassan Bangura (Sierra Leone, 1996), artista performativa multidisciplinare, drammaturga, regista e narratrice. Il suo lavoro intreccia memoria, movimento, ritualità, canto e sapienza ancestrale in esperienze teatrali profondamente centrate sul corpo. Si forma alla Toneelacademie di Maastricht in Olanda, dove si è trasferita con la sua famiglia a 13 anni, fuggendo dalla guerra civile del suo paese d’origine.    Questa eredità plasma in modo significativo il suo lavoro artistico, che fonde ricerca spirituale con la filosofia decoloniale per esplorare l’identità, l’appartenenza e il corpo come luogo di conflitto, trasformazione e liberazione. Fondendo tradizioni artistiche africane ed europee crea un linguaggio estetico unico in cui la storia personale diventa rituale collettivo e il palcoscenico diventa al tempo stesso luogo di resa dei conti, riconciliazione e immaginazione del futuro. In Italia si è fatta conoscere per la sua interpretazione in Grief & Beauty di Milo Rau, prodotto da NT Gent, che produce anche il suo primo spettacolo Great Apes of the West Coast, che scrive, dirige e interpreta e che, nel 2024, le è valso il Theo d’Or, il più prestigioso premio teatrale olandese.Lo spettacolo viene presentato in Italia, a Romaeuropa nell’ottobre 2023, durante la Biennale Teatro 2025, diretta da Willem Dafoe, e in diversi teatri e festival europei, tra cui il Teatro Nazionale di Strasburgo, Next Festival in Francia, LikeMinds Amsterdam, Teatro di Rotterdam, Toneelhuis in Olanda.  Nel 2025 crea Blinded by Sight, monologo tanto fisico quanto lirico, sulla caduta del Re Edipo. A gennaio 2026 viene nominata Direttrice Artistica Junior del Teatro Nazionale di Genova, per lavorare in dialogo progettuale e condiviso con Davide Livermore, nominato a sua volta “direttore unico”. Debutta in prima nazionale con Blinded by sight il prossimo 13 ottobre, in sala Mercato, evoluzione della performance presentata in forma di studio alla Biennale Teatro 2025. Attualmente è in tournée internazionale con Wild Woman   

 

  • Julia Varley  Nata a Londra nel 1954, a tre anni si trasferì con la famiglia a Milano, dove ha fatto gli studi, filosofia all’Università Statale. Nel 1971, sempre a Milano, Julia entra a far parte del Teatro del Drago, un gruppo teatrale amatoriale ispirato al Bread and Puppet Theater, partecipando a diversi spettacoli con interventi nei quartieri periferici, scuole, fabbriche e feste popolari e partecipando a manifestazioni. Inoltre era responsabile delle attività teatrali del Circolo La Comune e della scuola di teatro nella casa occupata del centro sociale di Santa Marta. Nel 1976 Julia Varley si è unita all’Odin Teatret in Danimarca lavorando come attrice in spettacoli di gruppo, solo, interni e di strada, tutti con la regia di Eugenio Barba (Anabasis, J.S. Bach, Il Milione, Ceneri di Brecht, Il Vangelo secondo Oxyrhincus, Talabot, Il Castello di Holstebro I e II, Le stanze del palazzo dell’imperatore, Kaosmos, Nello scheletro della balena, Le farfalle di Doña Musica, Mythos, Ode al progresso, Le grandi città sotto la luna, Il sogno di Andersen, Don Giovanni all’Inferno, Ur-Hamlet, Il matrimonio di Medea, Killing Time, La vita cronica, Ave Maria, L’albero, Un personaggio che non può morire). Dal 1978, Julia Varley insegna in scuole e università, tiene seminari e segue gruppi teatrali e artisti in tutto il mondo. Ha sintetizzato la sua esperienza in cinque dimostrazioni di lavoro: L'eco del silenzio, Il fratello morto, I venti che sussurrano, Testo - Azione - Relazioni, Il tappeto volante. E dal 1983 Julia Varley partecipa alla ideazione e organizzazione del  Magdalena Project una rete di donne nel teatro contemporaneo. È la direttrice artistica del Festival Internazionale Transit, Holstebro, dedicato a temi di interesse per donne che lavorano in teatro. Julia ha organizzato i primi incontri del Magdalena Project a Holstebro nel 1987 e il primo Festival Transit nel 1992. Da allora i Festival Transit sono stati organizzati ogni tre anni. Inoltre dal 1990 Julia Varley è coinvolta nell’ideazione e organizzazione della  Scuola Internazionale di Antropologia Teatrale e dal 1992 nell’ideazione e organizzazione dell’Università del Teatro Eurasiano, entrambe dirette da Eugenio Barba. Dal 2008, Julia Varley e Eugenio Barba hanno ideato la residenza annuale per attori e registi L’arte segreta dell’attore a Brasilia, in collaborazione con Luciana Martuchelli e la sua compagnia YinsPiração. Ed è del 2020 un'ulteriore iniziativa di carattere sociale e politico nel mondo del teatro: insieme a Eugenio Barba, fonda la Fondazione Barba Varley  per sostenere artisti in situazioni di svantaggio dal punto di vista razziale, di genere, opinioni politiche e appartenenza sociale.

 

  • Monica Guerritore, attrice, drammaturga e regista esordisce a teatro nel 1974 a soli sedici anni sotto la regia di Giorgio Strehler in una edizione memorabile de Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov. Interpreta da allora ruoli complessi diretta da Gabriele Lavia, come Giocasta, Lady Macbeth, Ofelia e Marianne in Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman che le varrà nel 1998 il Premio Flaiano. Si cimenta in spettacoli di teatro/danza come Madame Bovary, Carmen, La Signora delle Camelie diretti da Giancarlo Sepe. Accanto alla carriera teatrale Guerritore porta avanti quella televisiva debuttando nel 1977 nel primo sceneggiato Rai a colori: Manon Lescaut. Guerritore sceglie di dare volto a donne estreme e controverse in film cult italiani dal forte contenuto sensuale come La lupa (Lavia, 1996, la sua performance nel 1997 le vale la candidatura come migliore attrice protagonista ai David di Donatello. Nel 2008 conquista consensi al Festival del cinema di Venezia grazie alla pellicola Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek. Il film La bella gente (Ivano De Matteo, 2009) le vale la medesima candidatura ai Nastri d’argento del 2016. La pellicola vince il Festival di Annecy e riscuote in Francia notevole successo con recensioni entusiaste della critica francese. Solo al termine di questa lunga esperienza artistica di interprete, drammaturga e regista di teatro, sempre con enorme successo di pubblico e critica, decide di passare dietro la macchina da presa per raccontare la grande Magnani nel film "Anna". Presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello ( 2014) Monica è stata nominata dal Presidente Giorgio Napolitano Commendatore al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel campo delle Arti e della Cultura.

 

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