La villa - La cucina
Al piano nobile si può ammirare il "salonetto dell'Ansaldo" con pregevole affresco nella volta e sei cartelle laterali, opera di Andrea Ansaldo datata 1625-1630. L’antica cucina, nella sua versione ottocentesca, è la vera e indiscussa star delle visite alla villa. Situata nel piano ammezzato ovest, è molto simile, sebbene di minori dimensioni e meno avanzata “tecnologicamente”, di quella di Palazzo Spinola di Pellicceria, e di altre cucine presenti nei palazzi nobiliari genovesi. Presenta il tipico ronfò genovese, un lavello in marmo costituito da vari piani intelligentemente posti perché l’acqua scorra dalle stoviglie appena lavate, agli scarichi. Il soffitto è basso e attrezzato con robusti ganci per appendervi pentolame e alimenti da cucinare. La finestrella che si apre sul giardino consente una buona areazione del vano. Probabilmente le piccole dimensioni della cucina, seppur servisse una vasta dimora, sono dovute al fatto che solamente in estate la villa ospitava un numero cospicuo di persone, giunte lì, appunto, per trascorre un periodo di villeggiatura. Anche la cucina è saltuariamente usata per attività che richiedano un’atmosfera raccolta e domestica.
La cucina è visitabile solo se accompagnati dal personale per motivi di sicurezza
