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La villa - La cucina

Al piano nobile si può ammirare il "salonetto dell'Ansaldo" con pregevole affresco nella volta e sei cartelle laterali, opera di Andrea Ansaldo datata 1625-1630. L’antica cucina, nella sua versione ottocentesca, è la vera e indiscussa star delle visite alla villa. Situata nel piano ammezzato ovest, è molto simile, sebbene di minori dimensioni e meno avanzata “tecnologicamente”, di quella di Palazzo Spinola di Pellicceria, e di altre cucine presenti nei palazzi nobiliari genovesi. Presenta il tipico ronfò genovese, un lavello in marmo costituito da vari piani intelligentemente posti perché l’acqua scorra dalle stoviglie appena lavate, agli scarichi. Il soffitto è basso e attrezzato con robusti ganci per appendervi pentolame e alimenti da cucinare. La finestrella che si apre sul giardino consente una buona areazione del vano. Probabilmente le piccole dimensioni della cucina, seppur servisse una vasta dimora, sono dovute al fatto che solamente in estate la villa ospitava un numero cospicuo di persone, giunte lì, appunto, per trascorre un periodo di villeggiatura. Anche la cucina è saltuariamente usata per attività che richiedano un’atmosfera raccolta e domestica.

Il giardino

Del giardino originario, che scendeva verso il mare, rimangono circa mq 1600. E’ un piccolo ma prezioso polmone verde e silenzioso, alle spalle della trafficatissima via Cornigliano. Vi si accede da due cancelli ed è percorso anche come comodo passaggio da via Gessi a via Cervetto, dove ha sede, tra l’altro, la scuola elementare Ferrero. Il via vai di mamme e bambini è assicurato. Il giardino ospita alberi ultracentenari, in particolare di canfora, ma anche essenze “di moda” all’epoca della piantumazione come palme e aranci, che ancora oggi danno generosamente frutti. Il giardino, intitolato alla partigiana Angiola “Marietta” Berpi, è utilizzato anche per attività con i bambini a cura della biblioteca, e per piccole installazioni.

La torre

La richiesta avanzata nel 1549 da Ambrogio Gentile ai PP. del Comune di poter costruire una torre pro tutella sua et suorum ci dice che in quell’anno la villa già era stata eretta. Ma ci racconta anche della funzione originaria della torre stessa. Una visita, del resto, rende immediatamente chiaro il suo uso: le finestrelle dell’ultimo piano, aprendosi sui quattro punti cardinali, consentono il controllo di tutta la zona circostante, nonché, per i visitatori, un punto di vista insolito sul quartiere. L’allineamento con le torri delle altre ville rendeva molto efficace e rapido il sistema di comunicazione in caso di pericolo d’invasione, specie dal mare, dove la costa non era protetta da alcuna fortificazione. I due piani della torre che sovrastano la villa presentano pareti e soffitti finemente decorati in armonia con il resto dell’edificio.

L'Auditorium

Il sottotetto della villa è adibito ad auditorium. Sala spaziosa e luminosa, atmosfera riscaldata dalla bella copertura in legno di larice. La buona acustica e la separazione dagli altri locali della biblioteca lo rende adatto a vari usi presentazioni di libri, momenti musicali, incontri di formazione, attività di doposcuola con i bambini. Fu il primo spazio ad essere recuperato partendo dalla ricostruzione del tetto, allora gravemente danneggiato; si diede così l’avvio ai lavori di ristrutturazione e restauro dell’intera villa, conclusi nel settembre del 2001. Il profumo del legno ancora pervade piacevolmente la sala.

I fondi

Zona di grande fascino sotto il livello attuale del piano stradale. Si tratta di locali di metratura varia che ospitavano le vecchie cantine e i depositi di materiali e attrezzi. Vi trovava spazio anche la cisterna dell’acqua, demolita per fare posto alla scala di sicurezza. Nonostante l’uso del tutto funzionale, l’architettura è comunque raffinata, come si può notare del resto in molti palazzi nobiliari genovesi, presenta bassi soffitti a botte o a volta, pilastri massicci, pavimentazione a ciottoli. Sono evidenti le variazioni architettoniche via via succedutesi nel tempo. Insomma, il cuore dark di villa Gentile Bickley.

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