Storia

La nascita del Sistema Bibliotecario Urbano

Negli anni successivi all'ultimo conflitto bellico prese forma il progetto di un Sistema Bibliotecario Urbano per la città di Genova, ideato e realizzato da Giuseppe Piersantelli (Genova 1907-1973). Il progetto accompagnò la ricostruzione della Biblioteca centrale Berio e perseguì un nuovo modello di Sistema bibliotecario. Tale modello si basava sulla creazione di vere e proprie biblioteche situate nei quartieri più decentrati della città, di nuovo insediamento o di rapida crescita.
Le biblioteche, inaugurate o completamente riorganizzate, attivarono i loro servizi alla cittadinanza  in rapida successione dal 1951 al 1965.
Al principio degli anni sessanta, venne anche introdotta l’organizzazione a scaffale aperto, come raccomandato dal Manifesto per le biblioteche pubbliche Unesco del 1949. Il processo di rinnovamento si concluse con la ristrutturazione della Lercari (1970) e soprattutto con l’apertura di una biblioteca interamente dedicata ai ragazzi, la Biblioteca De Amicis (1971).
 

Le nuove sedi delle due biblioteche centrali Berio e De Amicis e i recenti interventi di rinnovamento delle altre biblioteche cittadine

A partire dagli anni Novanta importanti interventi di ristrutturazione delle biblioteche cittadine hanno rinnovato profondamente la fisionomia del sistema bibliotecario cittadino, sia sul piano edilizio che dell’offerta dei servizi: nel 1992 ha riaperto, dopo oltre settant’anni, la Biblioteca Benzi di Voltri; nel 2001 la Biblioteca Cervetto si è trasferita nel settecentesco castello Foltzer; la Biblioteca Guerrazzi nella Villa Bickley; nel 2004 Villa Imperiale, sede della Biblioteca Lercari, è stata oggetto di un’importante ristrutturazione; nel 2006 la Biblioteca Bruschi si è trasferita nell’edificio rivisitato della ex Manifattura tabacchi. Il 27 aprile 1998 è stata inaugurata la nuova sede della Berio nell’edificio ristrutturato dell’ex-Seminario; l’anno seguente, il 22 giugno 1999, quella della Biblioteca De Amicis nella zona completamente rinnovata del Porto antico.
Affondando le radici nella loro lunga storia e nell’animo della cittadinanza, si propongono oggi come spazi aperti all’ascolto e all’accoglienza di una società multietnica e multiculturale.