LA LETTURA AL TEMPO DI INTERNET - "Il Successore"

copertina del libro
Biblioteca Gallino
N.A. KAD suc
Kadaré Ismail
LONGANESI
Giovani lettori

Ci addentriamo nei meandri oscuri dell'oppressione di regime, inquietante e pervasiva, ma celata da un'apparente banale quotidianità: ci guida Kejada Mukaj con "Il Successore".

"Chi ha ucciso il Pasardhes?": è questa la domanda che compare incalcante nel corso di tutto "Il Successore", considerato uno dei capolavori dello scrittore e poeta albanese Ismail Kadare. In un'Albania soffocata dal cupo potere comunista, da cui l'autore stesso ha cercato di fuggire con il suo esilio in Francia, colui che avrebbe dovuto succedere alla Guida, massima autorità politica del Paese, viene trovato morto la notte prima del processo in cui sarebbe stato assolto da ogni suo colpa. Si sviluppa attorno alla figura del Successore e al suo omicidio una vicenda degna dei racconti kafkiani, dove la ricerca dell’assassino sembra quasi essere un alibi per palesare una realtà di cui un crimine del genere costituisce solo una piccola parte: un regime totalitario, oppressivo, che crea vincoli con il Partito i quali "sono ancora più forti dei vincoli di sangue". In un'atmosfera pesante, densa ed oscura, nessuno può sentirsi salvo, nemmeno i più privilegiati, la cui caduta può essere fatale, repentina e rovinosa; nessuno può permettersi di essere se stesso, in un mondo in cui l'identità dell'individuo viene corrotta dalle realtà del comunismo, a tal punto da non riuscire a ritrovarsi, a distinguersi da una comunanza di persone che "quando suonerà l'ora del dovere, non avranno scrupoli a calpestare, se il Partito lo esigerà, se la Dottrina lo pretenderà". Ismail Kadare ci accompagna con il suo romanzo in una realtà che ha per anni sconvolto la vita dei Paesi balcanici, usando a tratti un'ironia disperata, che riflette una situazione esasperante, con un linguaggio che non lascia trapelare emozioni, che rivela senza la minima esitazione un mondo che fa altrettanto, dove accanto alla bellezza dimenticata dell'epoca classica, condivisa con i Greci antichi, convivono le condizioni disumanizzanti del regime che culminano con episodi come quello della moglie del Successore, che va ripetendo per la casa "Maledizione! Cosa hai fatto al Partito!", invece di compiangere la morte del coniuge. "Il Successore" è una condanna ai regimi totalitari, alla libertà soppressa, agli uomini che fanno dimenticare ad altri uomini di essere uomini, ad una realtà che, con sfumature diverse, purtroppo è ancora presente

Kejada Mukaj Liceo Classico Giuseppe Mazzini Sampierdarena