Libro assai interessante che fonde la narrazione della vita dell’indiscutibile regina di eleganza Coco e la filosofia appassionata del suo sentire la moda, raccontandola anche attraverso i suoi giudizi impietosi, le battute fulminanti, gli aforismi indimenticabili. Diceva, ad esempio, che “alcuni pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non è così. E’ l’opposto della volgarità”. Quando le persone diventano “icone” ci si può dimenticare che, come ogni comune mortale, hanno attraversato molteplici vicissitudini e che, spesso, hanno lottato per arrivare alla fama, anzi, in questo caso, alla ”classicità”. Fa bene, quindi, leggere biografie come questa, che aiutano a intuire il confine tra normalità e genio, tra la forza del talento e gli eventi fortunati che possono avere favorito la strada verso il successo. Si aggiunga che la vita di Gabrielle Bonheure Chanel - nata nel 1883 nell’ospizio dei poveri a Saumur e morta una domenica mattina del gennaio 1971 all’Hôtel Ritz, a Parigi, “the best hotel in the world”– si è svolta in un periodo storico denso di avvenimenti drammatici. Ora riconosciamo, con l’Autrice del libro, come “qualsiasi cosa abbia linee semplici, sfiori il corpo, sia facile da indossare e vi permetta di abbinare diversi gioielli, è Chanel”. Niente male per una donna che diceva di se stessa “sono solo una semplice sarta”.
229 p.











