L’aspidistra è una pianta che non ha bisogno di cure, sopravvive anche se trascurata o dimenticata. Onnipresente nelle abitazioni della borghesia londinese è, per il protagonista di questo romanzo, il simbolo dei valori borghesi che tanto detesta, e per questo motivo tenta invano di far morire quella che ha sulla finestra della sua squallida camera in affitto.
Gordon Comstock, “ultimo membro della famiglia Comstok, ventinovenne e già piuttosto muffito”, si ribella alle regole dettate dal denaro, disprezza l’agiatezza della vita borghese, vive in modo fin troppo coerente questi severi principi, evita con tenacia di inserirsi nella società e nei suoi meccanismi e cerca con tutti i mezzi di scendere sempre più in basso nella scala sociale.
Rifiuta diverse opportunità di un “buon posto di lavoro” accontentandosi di quello di commesso in una libreria, ritenendo questo l’unico modo per realizzare i suoi ideali, primo fra tutti quello di diventare uno scrittore. Anche se regolarmente respinto dagli editori, egli caparbiamente e segretamente ogni giorno scrive e rielabora “il suo manoscritto”, che considera, a seconda del suo stato d’animo, a volte una grande opera, a volte uno scritto degno solo di essere stracciato. Nei confronti della sua ragazza, che lo ama incondizionatamente, ha un comportamento distruttivo, e fa ciò che è in suo potere per farle accettare e condividere la sua visione pessimistica della realtà. Alla fine del libro un’inaspettata paternità lo indurrà a cambiare atteggiamento, si riappacificherà con se stesso, accetterà di buon grado la tranquillità di una consueta vita borghese e avrà anche lui un “buon posto di lavoro”, una casa con le tendine ricamate e un’aspidistra sulla finestra.
Romanzo “giovanile” (scritto tra il 1932 e il 1936), poco conosciuto e in parte autobiografico, di chi diventerà l’autore del famosissimo “1984” e di “La fattoria degli animali”, offre uno spunto di riflessione sull’effettiva dose di libertà implicita nelle nostre scelte, su come, pur non volendosi uniformare e sottomettere alle regole dettate dalla società, pur mantenendo salda la propria capacità di giudizio, si possa finire con l’accettare una vita usuale e comune, ben diversa da quella che avremmo voluto. [mm]
368 p.
Da questo romanzo è stato tratto il film “La stagione dell’aspidistra”, regia di Robert Bierman(1997).










