Biografia della fame

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Biblioteca Berio
N.A. NOT bio
Amélie Nothomb
Voland
Lettori accaniti


Il libro é una vera e propria autobiografia da mangiare con gli occhi. Questa frase è curiosa perché la Nothomb in questo testo ci parla del suo particolare rapporto con la fame. Fame di cibo ma soprattutto la fame tout court. Si parte dalle Nuove Ebridi i cui abitanti non hanno MAI avuto fame, complici l’abbondanza e l’isolamento.
Per contro la Cina è il campione della pancia vuota. I cinesi hanno dovuto imparare a mangiare di tutto. La scrittrice ci parla dell’infanzia trascorsa a Kobe, in Giappone, degli anni allo yôchien (l’asilo) in cui è approdata nello tampopogumi, (la classe dei piscialletto). E’ rivelativo e toccante il rapporto che la piccola Amélie istaura con la sua amata tata Nishio–san. Amélie ha fame di Nishio–san, della sorella Juliette e della madre. Il viaggio nel mondo della fame parte dal Giappone, continua in Cina, passa attraverso New York e approda in Bangladesh. Poi continua con la visita al tempio della Dea vivente, il Laos ed il Belgio e infine di nuovo il Giappone. Dalla passione di Amélie per i dolci, alla potomania, questo libro parla anche di anoressia, ma solo di sfuggita perché la non fame è stata vinta dall’autrice grazie alla fame di letture che l’ha accompagnata per tutta la vita ed è esplosa nella passione per la scrittura a partire dal 1989. [kb]
146 p.